Marigny, il gioco a caso e i nuovi professori

Marigny squalificato dai nuovi professori.

Probabilmente mai nessuno come Marigny è stato ed è studiato, osservato, modificato, ammirato e condannato nel mondo dei giocatori di roulette. Ho letto recentemente, in uno dei forum che vanno per la maggiore, la valutazione che del sistema di Marigny è stata data e cioè che applicare il suo metodo equivalga a giocare a caso. Mi scappa da ridere di fronte ad affermazioni che denotano tanta ignoranza in materia e tanta ingenuità. A parte il fatto che la serietà di tale luogo è ben intuibile osservando semplicemente che mentre chi lo modera non perde occasione per annunciare e autocertificare la propria profonda competenza in materia (mia nonna, della bassa bergamasca, diceva che chi ga mia antadür, sa antan da par lür e cioè che colui che non ha estimatori si loda da solo…), parimenti appena arriva una voce fuori dal coro, scatta inesorabile la mannaia dell’eliminazione del post (sono rimasti loro, la Corea del Nord e chi altro ancora, a limitare la libertà d’espressione?), come si fa a dire simili castronerie? In un gioco in cui ogni colpo è nuovo o, per dirla diversamente, vi è la reimmissione dell’evento, io penso che, escludendo la parte fisico-visiva, se vi è spazio per una strategia, essa  non può che basarsi su eventi passati;  a questo punto, qualunque sia la strategia scelta, di tutto si potrà parlare tranne che di gioco a caso; potrà essere una scelta di gioco più o meno efficace, che fa vincere alla roulette o fa perdere, ma certamente non equivale a giocare a caso. Se poi la tecnica fosse quella di Marigny, diciamo con prudenza che probabilmente appartiene a quelle più interessanti ed intelligenti tra le varie. Oltretutto il pensiero che ci sta dietro è di una semplicità disarmante: supponete d’essere in autostrada e, mentre viaggiate a 120 km/ora, venite  superati ad oltre 200 all’ora da  una supercar; a quel punto supponete di scommettere un euro sul fatto che, prima o poi, questa supercar  diminuirà, anche di un solo km, la sua velocità… Ecco, questo è il giocare a caso di Marigny. Penso che commenti non servano. Forse, più legittima è qualche domanda: perché si dicono queste castronerie e soprattutto c’è forse un disegno preciso  dietro le stesse?

 

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