Peppino gioca così

Da Peppino non aspettatevi granché

Forse l’ho già scritto da qualche parte ma è meglio ripeterlo: Peppino non ha il sistema vincente, addirittura non ha nemmeno un sistema. Se c’era quindi qualcuno che sperava di trovare qui una soluzione, pronta e confezionata, mi spiace ma resterà deluso… Però la soluzione, a suo modo, Peppino la fornisce ed è una soluzione che ha un grande, enorme valore.

“…Da quanti anni vedi la roulette che gira e la pallina che cade in una qualche casella? Ti sei mai accorto che le caselle, di tutte le roulette del mondo, son sempre le stesse, tutte uguali? Allora, se la roulette è sempre la stessa, la pallina idem e pure le caselline son tutte uguali, gli esiti saranno sempre gli stessi. O vuoi dirmi che qualche volta, in un qualche casinò sperduto, hai visto la pallina posizionarsi sul 44? O sul giallo? O invece che una pallina, a girare c’era un dado? La roulette fa sempre le stesse cose, è sempre disordinata, crea sempre caos e confusione che non sono cose precise, ci mancherebbe. Ma son sempre e solo caos e confusione.  Hai solo 2 vantaggi nei suoi confronti, quando giochi. Il primo vantaggio è quello di poter iniziare e smettere quando vuoi tu perché non è una partita di calcio che dura 90 minuti. Pensa ad una partita di tennis dove sei tu a decidere quando vuoi smettere, cosa che ovviamente  puoi fare  non appena ti conviene.  Se ci pensi bene e se lo sai sfruttare,  è un vantaggio talmente grande da sembrare una vigliaccata; quella è obbligata a star lì mentre tu puoi andare e venire come ti pare.  Ma per poter fare ciò non le devi voler bene, non ti deve affascinare, non è una bella donna. È anzi un po’, forse tanto, spietatamente stronza. E da stronza la devi trattare. Non ti deve piacere starle tanto vicino, il minimo indispensabile e poi via. Lo decidi tu, mica lei…  Il secondo vantaggio, appunto, è dato dal fatto che lei fa sempre, o meglio quasi sempre, le stesse cose. Qualunque sia il tuo gioco, da qualunque angolo la guardi, se giochi i settori o se giochi le chance semplici, se guardi le dozzine e le colonne, le sestine o le terzine, lei fa sempre le stesse cose. In 3 colpi consecutivi, vedrai che ci saranno quasi sempre 2 dozzine o 2 colonne; normalmente in 4 colpi c’è una sestina che si ripete mentre raramente succede che fa R-N-R-N-R-N oppure R-R-N-N-R-R–N-N. Quante volte t’è capitato di vedere 10 pari o 10 neri consecutivi? Una volta ogni quanti giorni ti capita di vedere che i VICINI non escono per 7 o 8 colpi a fila? Questi sono dati di fatto, sono cose che succedono sempre e da sempre e mica perché lo dico io.  O vuoi dirmi che c’è una regola per cui adesso escono 20 manque di fila e poi si ripeteranno 9 volte  gli orfanelli e, ovviamente, mentre escono i 20 manque tu sei bloccato sul passe e all’inflazione di bambini piangenti tu sei inamovibile  sulla grassa serie? Non succede così, non succede mai, meglio quasi mai e quando succede, basta che stai attento e, se proprio non guadagni, nemmeno perdi molto…”

Continua (ma non pensare che Peppino vada a parare  su Martingale o similari…)

 

 

4 pensieri su “Peppino gioca così

    1. Ciao Christian,

      credo che entro la fine della settimana arriverà il nuovo articolo. Il fatto d’essere l’ultimo o meno dipende esclusivamente da motivazioni “tecniche” poiché ogni articolo dovrebbe rispettare dei limiti minimi e massimi di parole, all’interno dei quali rimanere; in buona sostanza non è corretto scrivere tre righe e nemmeno la Divina Commedia… Penso però che sarà l’ultimo.

      Leo

  1. Nell’attesa di leggere la prosecuzione del racconto vorrei dire che quanto scritto qui è molto interessante,perchè sono considerazioni, pur nella loro semplicità fondamentali e che in pochi sanno cogliere.Inoltre sono confortato dal sapere da 2 giocatori come te e Peppino,molto piu esperti di me,che una selezione del colpo esiste e non è come giocare a caso.
    Volevo chiederti se la differenza piu grossa fra il gioco che fa Peppino e il tuo metodo sta nel capitale…Nel metodo lugano raccomandi di sedersi al tavolo con diverse centinaia di pezzi,mentre per Peppino parlavi di una trentina di euro.

    1. Ciao Andrea, grazie per l’intervento.
      Venendo alle tue considerazioni, in merito alla selezione del colpo mi preme chiarire il mio pensiero: se per selezione del colpo intendiamo che, in base a quanto successo precedentemente, al colpo successivo ci possa essere una maggiore o minore possibilità d’uscita di un evento, qualunque esso sia, numero pieno, chance semplice o altro, allora io non credo alla selezione del colpo; se invece pensiamo che dopo una più o meno elevata frequenza di eventi che esulano dallo standard o dopo il manifestarsi di situazioni particolari, ci possa essere un trend che possa essere sfruttato, allora posso dire di credere alla selezione del colpo. Uso un esempio che pur banalizzando molto il concetto, riesce comunque a chiarirlo: una volta ho visto su Dublinbet questa frequenza (tra l’altro immortalata da una foto e postata sul forum “Roulette e giochi da casinò”) 8-8-8-8-23; ora, al ripresentarsi dopo X colpi (1-10-100-1000 non fa differenza) dell’ otto, quante probabilità ci sarebbero potute essere di rivedere lo stesso risultato? Nota bene che per risultato non intendo necessariamente e solo l’identica sequenza di numeri perché non è il solo dato da monitorare; ci sono infatti, in questo caso, quattro pari e un dispari, quattro neri e un rosso, quattro manque e un passe, cinque apparizioni consecutive della serie, cinque apparizioni consecutive della colonna centrale etc etc., insomma un sacco di spunti sfruttabili. Qualunque gioco si faccia, importante è usare la testa con la cassa e con l’entità delle puntate…
      Per quanto riguarda la tua domanda direi che la differenza sostanziale non è solo nel capitale necessario. Il gioco di Peppino, che comunque, se leggi bene l’articolo in questione, non si basa solo su una trentina di euro anche se è vero che si accontenta di un capitale molto-molto modesto, è un mordi e fuggi nel quale il segreto essenzialmente è nel sapersi accontentare di mordere e nutrirsi di bocconi piccoli, frequenti ma comunque piccoli. Il metodo-Lugano è, in un certo senso, più impegnativo perché, come spesso succede quando si ha lo schema di gioco rigidamente dettato da una regola, si espone al rischio delle figura contraria e quando la méta si allontana perché la roulette pare divertirsi a prenderci in giri, in quel momento le puntate possono diventare più consistenti anche se, in realtà, tutto ciò non accade frequentemente e, soprattutto per i meccanismi di formulazione della manovra, quando accade è perché almeno una parte del recupero è stata ottenuta. In conclusione direi pertanto che la differenza di capitale è un fattore importante dove Peppino è avvantaggiato visto il poco di cui lui ha bisogno per operare; tuttavia nel Lugano c’è l’effetto “tensione” che si presenta molto sporadicamente perché una percentuale abbondantemente superiore al 90% delle partite si risolve giocando senza l’uso dei recuperi e quindi assolutamente senza stress mentre Peppino praticamente per ogni nuova boule deve “inventare” il suo gioco e questo presuppone doti di esperienza, calma, nervi e gestione del tempo che non son da tutti.

      Leo Martini Lorenzi

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