Peppino ultimo atto

Eventi da monitorare

Siamo all’ultimo degli articoli dedicati a Peppino; mi ha fatto piacere constatare come  siano stati seguiti con interesse e siano forse serviti a migliorare le qualità del gioco di qualcuno.

Ho già chiarito più  volte che lui non usa sistemi ma  che si avvale di una metodologia vincente, oramai collaudata all’infinito ma che (e qui arriviamo al punto delicato) purtroppo non si può basare su regole ferree che, in quanto tali, sono identificabili e pure facilmente replicabili; vi è molta esperienza e molto disincanto nel suo gioco e queste caratteristiche non sono automatico bagaglio di tutti.  Tutto parte dal monitorare un po’ di situazioni: sestine, colonne e dozzine, chance semplici e settori; la cosa interessante è che riesce a trovare occasione di gioco sia nel momento in cui tutto rientra nella norma, sia nel momento in cui una qualsiasi delle situazioni monitorate presenta esiti fuori dallo standard. Però ciò che è fondamentale e  che rende davvero efficace la metodologia di gioco è il fatto che mai, dico mai, ho visto Peppino intestardirsi ed insistere su una combinazione; se il croupier “non sta  tenendo” il settore, Peppino fa magari una puntata sulla serie; se perde, ripete con lo stesso valore; persa anche quella? Pazienza, ha perso 12 pezzi (sei, massimo dodici, franchi o euro…). Per qualche tiro si concentra altrove e poi ritorna a monitorare e, se la tendenza è sempre la medesima, ripete la strategia magari sui vicini, aumentando un po’ la puntata. Nel frattempo può aver osservato l’uscita di 4 numeri consecutivi di una stessa colonna o dozzina; attende allora l’interruzione per giocare contro la ripetizione della stessa situazione. Se per es. esce 3/4 volte la terza colonna, una volta  interrotta dall’uscita, per es, del 14, gioca poi contro la ripetizione della 2° colonna ma, importantissimo, lo fa alla mordi e fuggi; se vince va bene, se perde non si intestardisce e quando ricapiterà la situazione simile, solo se in quel momento la sua cassa ne avrà bisogno, ripeterà la stessa giocata con un pezzo di maggior valore. “…il mio gioco è facilissimo, lo possono fare tutti: gioco sempre quello che secondo me, in quel momento, è più logico che esca e nel giocarlo cerco di abbinarlo anche ad un vantaggio matematico: se le dozzine escono 1-2-3-1-2-3-1-2, al nono colpo non gioco 3 ma gioco 1 e 2 perché la logica mi dice che la sequenza è già durata troppo e la matematica mi dice che giocando 24 numeri su 37 ho più probabilità di vincere che di perdere. So cosa pensano i professori,  so più io di loro cosa vorrebbero dirmi ma non mi interessa! È vero che se perdo, perdo più di quello che vinco ma è anche vero che sono più frequenti i colpi vinti rispetto ai persi e allora basta accontentarsi perché se per 8 volte su 10 vinci 2 pezzi e quando perdi ne perdi 5 per volta, alla fine sei sempre a più…

Ringrazio Peppino per gli insegnamenti  e per avermi concesso di riportare qui il suo pensiero e qualche esempio di gioco;  è stato difficile rendere chiaro il tutto perché spiegare  una filosofia e non un sistema  non è semplicissimo.

 

6 pensieri su “Peppino ultimo atto

  1. Ciao Leo,

    dovevi evidenziare in grassetto i passaggi che secondo me riassumono per sommi capi alcuni concetti che, grazie al tuo metodo, cerco fedelmente di applicare:

    “ciò che è fondamentale e che rende davvero efficace la metodologia di gioco è il fatto che mai, dico mai, ho visto Peppino intestardirsi….”

    “e allora basta accontentarsi perché se per 8 volte su 10 vinci 2 pezzi e quando perdi ne perdi 5 per volta, alla fine sei sempre a più…”

    Un caro saluto.
    GG

  2. Scusa Leo vorrei sapere da te con quale frequenza Peppino riesce a trovare questi eventi.Capita che si trovi ad attendere alcuni colpi o molti colpi prima di trovare una situazione da lui auspicata o al contrario è operativo piu o meno ad ogni colpo?Media indicativa colpi giocati/osservati?
    Ciao e grazie.

  3. Ciao Andrea,

    l’approccio di Peppino è un qualcosa che nulla o pochissimo ha a che fare con quello che noi intendiamo quando pensiamo allo stereotipo del giocatore che scaturisce dai forum. Io penso che lui non si sia mai posto il problema della media di colpi giocati in rapporto agli osservati. È un dato di cui se ne frega. Gioca praticamente tutti i colpi considerando la tendenza del momento, tendenza che può decidere di seguire o di andarci contro. Se salta qualche colpo lo fa solo in seguito ad una ripetizione di 2/3 colpi persi; in quel momento percepisce che la sua strategia (di seguire la tendenza o di contrapporsi alla stessa) non sta funzionando e allora smette o si concentra su un altro evento.

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