Il capitale, tallone d’Achille dei G7; come ridurlo.

Capitale inferiore, vincita maggiore.

Tutti quelli che conoscono i G 7 sanno che il tallone d’Achille del sistema è determinato dal pericolo di incappare in esposizioni enormi e nella conseguente perdita di capitale. Vediamo se con un paio di modifiche è possibile ridurre tale problema.

Il primo accorgimento che si deve adottare è, in realtà, un accorgimento che dovrebbe essere la regola per ogni sistema e per ogni giocatore che volesse tutelare il proprio capitale: si deve avere un’aspettativa di vincita e cioè si deve sapere ogni quanti colpi  si intende vincere o si aspiri a vincere un pezzo; io penso che chi non tiene conto di questo parametro non sia uno speculatore ma sia solo un  giocatore d’azzardo… Per avere il controllo della situazione sotto questo aspetto occorre, nella nostra tabella di gioco, predisporre accanto alla colonna del saldo di cassa un’ulteriore colonna dove sono contabilizzati i pezzi che si ha come obiettivo di vincita; se, per es, speriamo di ottenere 1 pz di utile ogni 20 colpi, nella colonna in questione ed all’altezza del colpo n° 20 avremo  un  1; all’altezza del colpo n° 40 ci sarà 2, al colpo 60 ci sarà 3 e così via fino a quando, per esempio, al colpo n° 260 avremo 13 e cioè a quel punto dovremmo aver guadagnato 13 pezzi. Sulla base del raffronto tra la realtà di cassa del momento e la situazione di questa colonna verrà stabilità la vera entità della puntata; questo è il primo accorgimento che ci permette minore esposizione e quindi maggiore tutela del capitale. Perché ci permette un’esposizione inferiore? Perché nel momento in cui, dopo aver perso un G7, indipendentemente da quella che è la perdita effettiva, la partita successiva (quella che dovrebbe farci recuperare) non avrà come giocata lo scoperto accumulato +1, ma avrà la puntata equivalente al raffronto tra la cassa effettiva del momento ed il calcolo del guadagno  indicato dalla colonna aggiunta e che contabilizza l’obiettivo di cassa stessa. Un esempio chiarirà meglio: supponendo di essere al colpo 85 di gioco e di avere subito,  nell’ultimo G7 giocato, un pesante -7 che ha portato la nostra cassa da +12 a +5, mentre nella versione originale del sistema a questo punto dovremmo giocare 8 pezzi, in questo caso proseguiamo il gioco puntando 1 perché il raffronto tra la nostra cassa effettiva (+5) e quella che ci dice che dobbiamo ambire ad 1 pz ogni 20 colpi (+4) presenta un attivo della cassa effettiva e pertanto basta ed avanza la puntata base.

Il secondo accorgimento da adottare consiste semplicemente in una diluizione, quando serve e se serve, del capitale da recuperare che non dovrà avvenire in un unico e solo tentativo ma sarà diviso per 4 (in realtà potrebbe essere frazionato anche in numero maggiore: si allungherebbe il tempo di rientro ma ci si esporrebbe ancor meno…). Vediamo se un esempio di gioco chiarisce il concetto: supponiamo che la partita citata nell’ esempio precedente concluda il secondo gruppo di 7  (dove si giocava 1 pezzo anziché 8 grazie al “calmiere” legato all’aspettativa di vincita) con un ulteriore -7; siamo al colpo 92 e la nostra cassa è finita a -2;  in prossimità del colpo n° 100  dovremmo avere un +5 come saldo di cassa con una differenza di 7 (da +5 a -2); per questi 7 pezzi verrà tentato il recupero in 4 partite che quindi avranno come puntata 2-2-2-1. Non trovando le 4 vincite consecutive, a quel punto si dovrebbe ripetere il conteggio della totalità del recupero da effettuare, sempre con riferimento alla colonna con l’aspettativa di vincita, e lo si dovrebbe ancora dividere per 4.

Tutto chiaro? Chi volesse fare dei test s’accorgerebbe che con queste due modifiche l’esposizione si ridurrebbe fino ad essere gestibile. Il tutto rende non interessante il guadagno e l’incremento di capitale? In un prossimo articolo ci occuperemo della resa del gioco (inteso come speculazione e non come azzardo…)

Leo Martini Lorenzi

6 pensieri su “Il capitale, tallone d’Achille dei G7; come ridurlo.

  1. Ciao GG,
    grazie per l’intervento. Lo so che è una modifica interessante ma so anche che ai puristi innamorati dei G7 non piace; però è un dato di fatto che l’esposizione diminuisce enormemente e con essa pure la tachicardia…

    Però penso (anzi comincio ad esserne quasi certo…) che in confronto alla miglioria derivata dal partager e dalla relativa piccola modifica ad esso collegata che stiamo applicando al Metodo-Lugano, questa qui sopra descritta sia poca cosa… Penso di poter, a breve, pubblicare dati molto più che interessanti. Ti saluto con sincera stima.

    Leo

  2. Interessante il tuo commento sui G7,ma temo che tu abbia tralasciato un ragionamento che sconsiglia di giocare come tu indichi.
    OK 5% di obiettivo sui colpi giocati e per semplicità supponiamo di giocare 100 colpi al giorno.
    Naturalmente quando i G7 ci impongono di giocare ,ad esempio,100 pezzi,dopo alcune serie di 7 particolarmente negative,dividiamo per 4 o per 5 questo scoperto:perfetto!
    Con una visione prudente supponiamo di giocare,quindi,per i nostri 100 colpi al giorno(ripeto,per semplicità di calcolo)una media di 4 pezzi a colpo;secondo me,in media giochiamo di più,ma supponiamo solo 4 pezzi di media….
    4 pezzi per 100 colpi= 400 pezzi messi a tappeto ad ogni seduta all’ 1,35% di tassa = -5,04 pezzi.
    E questo solo di tassa,rispetto ad un obiettivo di + 5 pezzi ogni 100 colpi.
    La cosa non sta in piedi!.
    Si ritorna ad un principio di base:più giochi,più perdi.
    Più utilizzi sistemi lunghi,che necessitano di mettere a tappeto scommesse continue,anche modeste,più non hai speranza, a causa della tassa.
    Già si hanno problemi a battersi controtro la varianza o scarto,figurarsi con la tassa…
    Mi piacerebbe avere un tuo parere,perchè ti considero molto preparato ed obiettivo.
    Ciao Grazie

  3. Ciao Ugo,
    grazie per aver scritto sul mio blog.
    In merito alle tue affermazioni devo dire che sono solo molto parzialmente d’accordo con quanto affermi; è infatti vero che più giochi e più ti esponi alla tassa ma, secondo me, non è vero che più giochi, più perdi; fosse assolutamente così, tutti noi appassionati staremmo perdendo il nostro prezioso tempo.
    Non entro nello specifico dell’esempio che tu hai riportato perché rischieremmo un ping-pong sterile e tremendamente esposto a malintesi inconcludenti; mi limito solo a due osservazioni:
    1: hai saltato a piè pari i contenuti dell’intera prima parte del mio articolo e questo mi sembra un modo incompleto od affrettato di effettuare un’analisi anche perché ti assicuro che, in solido, le indicazioni relative alla manovra di cassa indicate portano dei vantaggi non indifferenti.
    2:in ragione di quanto al precedente punto, posso tranquillamente dire che il valore medio della puntata è ben inferiore a quello da te indicato.

    Esco ora dallo specifico dell’esempio perché credo che le “divergenze” tra te e me in ambito di gioco e di filosofia dello stesso siano “di base” e che quindi la diversa posizione sui G7 sia la naturale figlia di tali divergenze. Contrariamente a quanto mi sembra essere una tua certezza, io non credo che alla roulette si perda per la tassa, 1.35% o 2.70% che sia. Certo, la tassa è una complicazione in più ma non è la causa delle sconfitte. Il giocatore perde per la caotica distribuzione degli eventi e per il fatto che tale caotica distribuzione, essendo affrontabile solo con la statistica (in parte) e con la manovra, prima o poi rischia di portare il giocatore ad un suo limite (economico, di nervi, di tempo…) e lo fa “saltare”; in tutto ciò, poiché l’unica certezza di questo gioco è l’incertezza, l’arma che ha il giocatore è esclusivamente data dal mix statistica-manovra; in altre parole, la speranza è quella di poter far si che l’evento negativo, al suo apparire (che già, grazie alla statistica, dovrebbe essere evento raro o almeno fortemente infrequente)non collimi con l’altra negatività determinata dalla necessità di cassa; quando questo non avviene, l’evento negativo si sgonfia obbligatoriamente da solo. Sei certamente preparato e quindi altrettanto certamente saprai, per es., che 2 gruppi di 7 chiusi consecutivamente a -7 hanno un 0.009% di sortita, quindi una volta su 155.000 colpi; ebbene, se nel momento in cui avvenisse il primo filotto, la manovra richiedesse di passare al 2 gruppo di 7 non già giocando 8 (come nella versione originale del sistema) ma giocando 1 o 2 perché tale è l’indicazione di cassa, sai quale sarebbe l’entità della perdita? Sarebbe ridicola, pur essendo di fronte ad un evento rarissimo… Ma credo siamo di fronte ad un argomento che è chiaro a tutti: trovandoci dinnanzi ad un gioco tassato e risultando per questo motivo impossibile sperare di vincere a massa pari, obbligati come siamo ad un aumento di puntata, dobbiamo costruire un gioco che ci permetta di trovarci raramente di fronte ad un evento negativo e che, quando inevitabilmente ciò accade, lo sforzo richiesto alle nostre tasche sia tale da non metterle in crisi. Ogni volta che questo avviene e quindi ogni volta che, a fronte dei 100 colpi giocati, ho portato a casa 5 pezzi, della tassa non mi importa nulla perché ho chiuso definitivamente un capitolo e domani se ne aprirà un altro che potrà avere l’esito sperato oppure no ma che, certamente, non potrà minimamente influenzare quanto successo oggi.
    Ripetendo il mio grazie per il tuo post, rimango a totale disposizione e ti auguro una buona giornata.

    Leo Martini Lorenzi

  4. Grazie per la risposta,come sempre ,molto interessante.
    Sul fatto che noi appassionati staremmo perdendo tempo con i nostri sistemi classico-statistici,…beh,dopo anni di studio,penso che sia proprio così.

    Anche se la nostra rispettiva filosofia di base sia divergente,il tema da me affrontato affronta un discorso matematico elementare,cioè il calcolo della tassa che il giocatore paga,spesso inconsapevolmente,dopo molte sedute di gioco.

    Sono in sintonia con te quando dici che il giocatore non perde solo per la tassa:se si giocano pochi colpi il nemico è la varianza/scarto,non certo la tassa,ma tu sicuramente conoscerai il calcolo secondo il quale dopo un certo numero di colpi(mi pare 30 mila,ma potrei fare il calcolo con più precisione),anche con uno scarto SIGMA 4 o 5(praticamente impossibile su 30 mila colpi) a favore del giocatore,quest’ultimo risulterà perdente a causa della tassa continuamente pagata,anche giocando a massa pari.(vedi calcolo di Stefek su Forum o spiegazione di Boll vecchia di quasi 100 anni)
    Riconosco che i sistemi statistici che prevedono di giocare contro una figura contraria particolarmente rara sono i migliori,ma come sicuramente saprai ci vuole un forte capitale,parecchio tempo al tavolo,vincite modeste(ma comunque vincite!) e rischio basso,ma comunque sempre presente.
    Ciao e grazie ancora per il tuo entusiasmo e complimenti per le tue conoscenze ,spesso al servizio di tutti.

  5. Ciao Ugo,

    in tutta sincerità non conosco il calcolo dei 30.000 colpi (o giù di lì) cui fai riferimento o quanto meno non lo conosco, ma nemmeno lo approvo, nell’interpretazione che tu dai. In realtà non ho ugualmente presenti al riguardo affermazioni di Stefek a proposito del quale ho però trovato una discussione nella quale lui afferma che (testuale)TUTTI I SISTEMI PER UN NUMERO DI COLPI GIOCATI CHE TENDE AD INFINITO PERDONO L’AGGIO, MENTRE SU UN NUMERO LIMITATO DI COLPI IL RISULTATO POTREBBE ESSERE DIVERSO e tale affermazione mi sembra molto lontana dalla tua. Ora, non sappiamo cosa sia per lui il valore relativo ad un numero limitato di colpi ma mi sento di escludere che i 30.000 da te citati possano essere anche solo vagamente simili al “NUMERO DI COLPI GIOCATI CHE TENDE AD INFINITO“. Curioso il fatto che, nella discussione dalla quale ho estrapolato la frase, Stefek si scontra con il “vecchio” Tony (del quale si potrà discutere in merito ad educazione, caratteraccio e cafoneria ma non in merito a competenza e grande preparazione in tema di roulette) il quale addirittura smentisce la già prudente affermazione di Stefek, contestandola pesantemente e sostenendone l’inconsistenza. È un pochino come la teoria in base alla quale, alla lunga, tutto il gioco effettuato e le relative variazioni d’entità della puntata portano ad un gioco a massa pari dove il risultato è la perdita della tassa; è un concetto che, in teoria, non fa una grinza perché dopo che per 5 milioni di colpi abbiamo effettuato puntate di 10 euro e per altri 3 milioni di colpi avremo puntato 20 euro, per ognuno di questi 2 blocchi di puntate si sarà subìto il peso della tassa visto che il tutto si riduce a 2 semplici entità di giocate a massa pari; ma la realtà è ben diversa visto che, alla fine della propria carriera, intanto il giocatore avrà effettuato un numero di puntate 10/20/30 volte numericamente inferiore e poi lo avrà fatto con una varietà di valore economico delle puntate stesse che, impedendo il minimo conteggio, rende pura teoria l’affermazione pur concettualmente esatta.
    Il problema secondo me è solo uno (il che non significa che sia di più abbordabile soluzione) e dipende dal fatto molto banale ma, purtroppo, assolutamente reale che, impiegando una variazione sul valore delle puntate, variazione che possiamo chiamare montante o manovra, quando succede che ai colpi “più pesanti” corrispondono tante sconfitte, non avendo il giocatore risorse economiche infinite, prima o poi finisce le proprie riserve e deve “abbandonare il campo di battaglia” leccandosi le ferite e sperando che non siano letali…

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