UN TACCHINO A LUGANO 5

QUINTO CAPITOLO

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Qualche altro dato

Prima di iniziare a spiegare l’impostazione della fase di recupero è importante analizzare qualche ulteriore dato fornito da un paio di  tabelle perché dall’analisi e dalla comprensione di questi dati si può capire come  si è arrivati alle soluzioni poi descritte; inoltre, uno studio condiviso offre certamente maggiori possibilità di nuove idee o soluzioni che non un lavoro in solitario e, ripeto per l’ennesima volta, la condivisione di quello qui descritto potrebbe portare davvero a risultati difficilmente raggiungibili. La tabella inserita più sotto si riferisce ai 1533 filotti riportati nel capitolo precedente, ai quali è stato aggiunto un altro gruppo usato in un test che aveva  altra finalità ma che, per omogeneità di dati, è assolutamente assimilabile. Abbiamo quindi un totale di 1638 situazioni per le quali vi è più sotto la spiegazione delle analisi fatte.

TABPRESENZAFILOTTI

In riga 2, a sfondo giallo, è evidenziata la tipologia di filotto; si va dai filotti da 0 (cella A2) fino ai filotti di lunghezza superiore a 40 (cella AO2). Nella riga superiore, riga 1, è indicato per ognuno dei filotti, il numero delle volte che si è presentato;  questo significa pertanto che il filotto da 0 lo si è visto per un totale di 118 volte, quello -per es- da 4 lo si è riscontrato 83 volte, 52 volte si è visto un filotto da 10, 37 volte un filotto da 24, fino all’ultimo dato indicante che in 82 situazioni abbiamo assistito a filotti superiori alle 40 vittorie consecutive. In colonna AP vi è il totale in termini percentuali dei dati di riferimento; pertanto AP3 conterrà il totale di tutti i filotti considerati; AP4 il totale delle apparizioni dei filotti >4; AP5 il totale dei filotti >9 e così di seguito fino alla fine.

La tabella che segue è molto probabilmente la più importante di tutte quelle inserite fino ad ora perché è su questa che  si è basata l’impostazione della manovra economica. Inoltre si ha la convinzione che, sfruttando i dati scaturiti con un apposito programma, si possa arrivare a risultati notevoli. Più avanti la spiegazione della tabella stessa e della potenzialità di sfruttamento ulteriore.

ASS&FREQFILOTTI

In riga 1 abbiamo le varie tipologie di filotti; sono considerati i filotti a partire da 3 fino a 25 perché filotti più corti e più lunghi sono, per motivi opposti ma  probabilmente intuibili, poco sfruttabili. In riga 2 abbiamo le assenze massime dei rispettivi filotti ed in riga 3 troviamo quante volte tale assenza massima si è verificata nei campioni esaminati. Questa osservazione è stata effettuata su 544.860 colpi. Possiamo quindi affermare che un filotto da 3, quindi un gruppo di 3 partite vinte consecutivamente, precedute, seguite ed interrotte da una partita persa, P-V-V-V-P (stiamo parlando  sempre e soltanto di quanto relativo alla prima fase del gioco) è rimasto assente per massimo 4 volte e questo fatto è successo una volta sola. È quindi capitato di vedere, nell’oltre mezzo milione di colpi osservati, solo una volta tale situazione.  La stessa analisi è stata fatta per tutti i filotti superiori; pertanto e per esempio notiamo che un filotto da 6 è stato assente per 7 volte e questo significa che prima di vedere una sequenza di 6 partite vinte consecutivamente, quindi di vedere un: P-V-V-V-V-V-V-P è capitato che la sequenza di 6 vincite consecutive sia stata interrotta al massimo per 7 volte di seguito; ci è dunque capitato di incontrare 7 gruppi più piccoli di sequenze di 6 vittorie consecutive; in quel caso, e questo è un punto fondamentale per la comprensione dello sviluppo del gioco, se noi fossimo stati alla ricerca di 6 partite vinte di fila, avremmo dovuto vedere perso il nostro attacco per un massimo di 7 tentativi. Quante volte ci è capitato nelle 544.000 boules di vedere tale situazione limite? Una volta sola (cella E3). Si vuole inoltre  far notare che, come è ovvio che sia,  quando diversi filotti -susseguenti tra loro- hanno avuto la medesima assenza, le volte con cui tale assenza si è manifestata aumentano con l’aumentare della lunghezza del filotto stesso. Per esempio: i filotti da 5, da 6, da 7 e da 8 sono rimasti assenti per un massimo di 7 volte; ma mentre è capitato solo in un’occasione di vedere 7 gruppi più piccoli di 5 vittorie consecutive –P-V-V-V-V-V-P-, è successo per 3 volte che una sequenza fatta da 8 vittorie consecutive fosse interrotta prima che si realizzasse completamente. Un altro dato, ovvio ma comunque da rimarcare, è costituito dal fatto che maggiore è la lunghezza del filotto preso in considerazione, maggiore sarà il suo periodo di massima latitanza e minore sarà stata la sua apparizione. Se come esempio esaminiamo infatti il filotto da 25, possiamo osservare che per 2 volte (cella Y3 della tabella qui sopra) ci è capitato di vedere 28 gruppi di vittorie consecutivi più corti prima che apparisse e che lo stesso filotto da 25 si è manifestato 28 volte su 1638 situazioni corrispondente al 1.7% dei casi, come indicato nella prima tabella di questo capitolo.

Con questi dati e con queste due tabelle, delle quali si rimarca ancora l’importanza della seconda, termina la parte relativa alla descrizione degli strumenti, delle tabelle, dei test e delle osservazioni fatte prima dell’impostazione della manovra. La citata seconda tabella e l’abbinamento alla stessa delle osservazioni relative alla frequenza di determinati eventi, alla ripetitività degli stessi e, come già detto in un precedente capitolo, all’osservazione del concetto di modalità, sono stati i punti salienti su cui si è impostato lo studio e la  relativa impostazione della fase di recupero. Ne è sortito un lavoro molto interessante, con risultati importanti; vi è però la convinzione che l’approfondimento dello studio e dei susseguenti vantaggi che da tale approfondito studio del concetto di modalità ne derivano, se abbinati ad un programma di automatizzazione del gioco, profondo, dettagliato e preciso, possono ulteriormente aumentare la resa del sistema e, al tempo stesso, diminuire l’esposizione.

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