UN TACCHINO A LUGANO 6

SESTO CAPITOLO

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Descrizione della fase di recupero

Nel momento in cui la partita anziché finire positivamente termina con un saldo negativo (mediamente attorno a -16) occorre tentare di recuperarla; in realtà ci sono situazioni in cui, in funzione di una determinata impostazione del gioco adottata in quel momento, potrebbe non essere necessario andare al recupero però quest’evenienza, non sempre attuabile, in questo momento non interessa e la spiegazione di come agire viene pertanto data non contemplando questo caso che sarà trattato separatamente.

Il capitolo precedente ha riguardato la formazione dei filotti ed è stata data particolare importanza al concetto di filotto stesso così come è stato dato giusto rilievo alle tabelle che ne descrivevano presenze ed assenze. È infatti su questi punti che è stata impostata la fase di recupero che ora viene descritta con l’ausilio della nuova tabella indicata di seguito.

Il prospetto allegato prevede un massimo di 20 tentativi di recupero, come indicato nella colonna “A”, anche se non è mai stato necessario arrivare agli ultimi; certamente, a quei livelli,  l’entità della puntata sarebbe pesantina; è però risultato solo un rischio teorico visti gli esiti pratici. A prescindere da ciò, il significato e l’utilizzo dello schema è il seguente:

tabellafilotti

  • La colonna “A” riguarda il numero dei recuperi effettuati o da effettuare. A partire dalla cella A3, corrispondente al primo recupero da effettuare, si passa al recupero successivo solo nel momento in cui il tentativo precedente è fallito.
  • La colonna “B” riguarda il numero di partite necessario per completare il recupero. In altri termini, in questa colonna è indicato il filotto da “centrare”.
  • La riga n° 2, evidenziata in giallo, non identifica un tentativo di recupero ma riporta la normale partita di prima fase quando, una volta terminata in passivo, richiederà poi i tentativi di recupero evidenziati, come già detto, dalla riga 3 e successive.
  • Tali recuperi avvengono tentando di completare il filotto indicato in colonna “B”, ed iniziano partendo dalla ricerca di filotti più corti che, se vengono ottenuti, costituiscono il raggiungimento dell’obbiettivo mentre in caso contrario implicano il passaggio al livello di recupero successivo, con suddivisione dello scoperto che va effettuato nel numero di partite  indicato e corrispondenti.

Prima di ultimare spiegazioni, dettagli e motivazioni che hanno portato alla scelta di una tabella così impostata, è opportuno ricorrere a qualche esempio che sicuramente servirà a rendere più comprensibile lo sviluppo del gioco. Si supponga pertanto di aver terminato una partita perdendo 15 pezzi e che questi 15 pezzi costituiscano l’entità del nostro recupero. Si passa quindi da cella A2 a cella A3 che è relativa al primo recupero che deve essere effettuato in 3 tentativi, come riportato in cella B3; si deve vincere una prima,  una seconda ed una terza partita; tali partite sono da effettuarsi nelle medesime modalità con cui si disputa la prima fase del gioco che, come è già stato più volte ripetuto, è rimasta quella del “Lugano”, con l’unica differenza che la puntata base sarà costituita dallo scoperto accusato nella partita persa diviso per il numero di tentativi previsto e che in questo caso corrisponde a 3 (cerchiamo cioè un filotto di 3 vittorie consecutive); giocheremo quindi, nel caso specifico, con puntata base 5 (15/3). A quel punto, se il filotto viene completato, se cioè si ottengono le 3 vittorie consecutive, l’obbiettivo del recupero è raggiunto, avendo incamerato i 15 pezzi persi; viceversa se sopraggiunge una sconfitta al 1° o al 2° oppure al 3° tentativo, dopo aver calcolato nuovamente l’entità dello scoperto da recuperare, si passa al livello di recupero successivo (nel caso dell’esempio, al 2° livello che parimenti prevede un recupero in 3 partite) dividendo lo scoperto totale per il numero delle partite previste da giocare. Rimanendo sempre all’esempio in questione e supponendo che il filotto non si sia completato perché alla terza partita è sopraggiunta una sconfitta da 16 pezzi, avremmo la seguente situazione:

tabesempiodigioco

 Come si può notare nella tabella più in alto, quella che indica i vari livelli di recupero con il relativo e corrispondente numero di tentativi da effettuare per completare il filotto di vittorie consecutive, man mano che si sale con i livelli, parallelamente aumenta il numero di partite che servono per ottenere il risultato prefissato. Il numero di tentativi da effettuare, cioè il numero di partite vinte consecutivamente  e che viene indicato nella colonna “B” della citata tabella, non è stato scelto a caso ma è stato il frutto di un’attenta analisi della tabella inserita nel capitolo precedente, quella con riportato lo schema che indicava le assenze massime per ognuno dei filotti considerati; sappiamo, per es., che un filotto da 3  ha avuto, nei test effettuati, un’assenza record di 4 volte e che tale evento è capitato una sola volta. A tal proposito, per ulteriore spiegazione del concetto e ripetendo quanto già indicato nel precedente capitolo, possiamo affermare che dopo una partita persa, è successa una sola volta che una sequenza costituita da V-V-V- ritardasse per un massimo di 4 apparizioni. Effettuando quindi un primo ed un secondo tentativo di centrare un filotto di 3 vittorie consecutive, quante volte potrà capitare di non trovarlo? E qualora capitasse ciò (e certamente capiterà perché tutti noi conosciamo il comportamento delle roulette), dovremmo poi passare a cercare un filotto da 6 -celle A5 e B5- (filotto che ci permette di frazionare la puntata, visto che il totale dello scoperto va diviso per 6 e non più per 3) che sappiamo aver avuto fin’ora un’assenza massima di 7 volte e che tale assenza record si è manifestata in un solo  caso, mentre nel contempo si sarebbe già al 3° tentativo di recupero (contano anche i 2 precedenti nei quali si cercava il filotto da 3 perché, com’è ovvio che sia, se non vi è stato un filotto da 3, sarà mancato anche quello superiore, cioè quello da 6…), quante volte ci capiterà di vedere latitante anche questo filotto? E così via per ognuna delle tappe indicate.

La logica impiegata nell’impostare la lunghezza dei filotti da ricercare è stata basata sulle assenze massime riscontrate da parte degli stessi e   quando due o più filotti contigui hanno presentato assenze di lunghezza simile o addirittura identica, si è optato per la ricerca di quello più lungo perché la maggior lunghezza implica una divisione più alta dello scoperto e, conseguentemente, una puntata più bassa. È per questo motivo che si ricerca, per esempio, un filotto da 8 per ben 3 volte (recuperi n° 4-5-6) e non un filotto da 7; analogamente non vengono considerati i filotti da 9-10-11 a vantaggio di quello da 12 e lo stesso dicasi per i filotti da 13-14-15-16-17 mentre si punta su quello da 18 e così via… È infatti assolutamente evidente che un ipotetico recupero da 150 pezzi, se ricercato in 12 partite implica puntate di 12 e 13 pezzi mentre se suddiviso per 18 vuole impiegati 8 o 9 pezzi a tentativo.

Chiarita la modalità con cui si imposta e si svolge la fase di recupero, è opportuno specificare che la frequenza con cui si rende necessario ricorrere alla ricerca di filotti di lunghezza importante ed impegnativa è del tutto sporadica; questo significa che molto raramente ci si trova nella necessità di puntate di valore anche solo mediamente elevato; nei test effettuati ci sono sequenze di 90.000/100.000 colpi durante i quali la somma massima messa a tappeto è di qualche decina di pezzi con scoperti di poco superiore alle 100 unità; si evidenzia che per somma massima messa in gioco non si intende il valore della puntata base ma il valore massimo della puntata in assoluto e che sappiamo poter diventare X volte superiore al valore del pezzo base; qualora tale importante concetto non fosse chiaro, si rimanda alla lettura del Lugano nella sezione appositamente dedicata, capitolo VII, DESCRIZIONE DEL SISTEMA -PROGRESSIONE FINANZIARIA- con particolare riferimento alla tabella di pag. 38.

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