UN TACCHINO A LUGANO 7

SETTIMO CAPITOLO

 

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Ancora sulla fase di recupero

 

Prima di passare alla spiegazione delle variabili -possono essere davvero tante- e delle scelte facoltative applicabili alla fase di recupero, argomenti questi che saranno oggetto del prossimo ed ultimo capitolo, è opportuno spendere qualche parola in merito al perché un’impostazione così congegnata del recupero stesso dovrebbe garantire una resistenza elevata con esposizioni contenute e, per il giocatore, stress poco frequenti o addirittura assenti per lunghi periodi. Pur non volendo addentrarsi nei soliti “pistolotti” relativi alla inevitabile condanna del giocatore in un gioco dove la tassa si trasforma in uno squilibrio a favore del banco, occorre stabilire qualche punto fermo che, anche sapendo dell’impossibilità a diventare postulato, abbia comunque prerogative logiche e pratiche tali da garantire la possibilità di costruirci sopra una strategia. Per poter tentare di raggiungere tale meta, si ritiene che due  possano essere le strade percorribili. La prima, sicuramente più affascinante, sicura e vantaggiosa è quella impostata sul tentativo di ribaltare a favore del giocatore il vantaggio matematico; in una situazione di semplice descrizione in cui, a fronte di una probabilità di vincita pari a 1/37, il premio per la vittoria è di 36 volta la giocata, se si riuscisse, in qualunque modo lecito e possibile, ad escludere con certezza che la pallina vada a cadere in 2 o 3 o 5 o più caselle, portando quindi quel rapporto iniziale di 1/37 a 1/35 o 1/32 o 1/30 etc. etc, ecco che automaticamente verrebbe ribaltato il vantaggio matematico. Non è però l’oggetto di questo lavoro e, inutile negare ciò che è vero, nemmeno vaga capacità di chi scrive. Una strada alternativa a quella appena citata consiste nel creare, o nel tentare di creare, situazioni dalle prerogative tali da costituire  eventi tanto infrequenti da rendere concretamente legittima la possibilità di non incontrarli mai oppure, in subordine, di incontrarli con una frequenza tale che il danno procurato dall’incontro non si mangi tutti i vantaggi economici accumulati nei lunghi periodi durante i quali l’evento nefasto è rimasto assente. Questo è ciò che è stato fatto impostando la manovra di recupero nei termini e nelle modalità descritte nel precedente capitolo. L’evento dalla frequenza tanto sporadica non è da intendersi nell’assenza per X volte del filotto di lunghezza Y; sarebbe assolutamente ingenuo e certamente non  condivisibile anche dal giocatore di poca esperienza il poter pensare che l’osservazione e la registrazione di un determinato fenomeno per un numero pur consistente ma non certo infinito di casi, come lo studio di 500/600 mila spin, possa far scaturire risultati insuperabili e poiché ingenuità ed inesperienza sono certamente prerogative estranee a chi scrive,  non è stata questa  la convinzione su cui si è costruita la modalità di recupero. Detto in altri termini, più pratici e chiari, sappiamo benissimo che il massimo ritardo, per esempio, dell’apparizione del filotto da 3 e che fino ad ora corrisponde a 4 assenze consecutive, potrà benissimo essere superato e che pertanto qualcuno nell’occasione, prima o poi,  sarà costretto a pagare il prezzo di questo evento nuovo, ma quello che si ritiene assolutamente improbabile (..nella roulette l’uso del termine “impossibile”, un po’ per prudenza, un po’ per scaramanzia, un po’ per saggezza e senso pratico è sempre meglio evitarlo…) è che dopo tale eventuale nuovo record, anche gli altri limiti consecutivamente successivi vengano, tutti assieme, polverizzati dal nuovo e nefasto evento. Che pertanto e per esempio un filotto da 18 che fino ad ora è rimasto assente per 12 volte, possa allungare anche sensibilmente tale massima assenza fin qui riscontrata è fatto possibile ma che, nell’occasione, anche il filotto da 3 superi il suo record e la stessa cosa facciano in contemporanea anche il filotto da 6, quello da 8 e pure quello da 12 è ipotesi del tutto inverosimile. È ugualmente importante chiarire che i vari livelli  ed il numero di tentativi ad essi collegati (quanto illustrato nella tabella inserita nel 6° capitolo) su cui si è deciso di impostare la fase di recupero è quanto ritenuto essere il miglior compromesso attuabile ed i dati inseriti di seguito certamente potranno avvalorare tale decisione; è tuttavia possibile modificare tali parametri a piacimento con condotte più o meno aggressive e conseguenti guadagni ed esposizioni che si sviluppano con una logica conseguenza. Vi è inoltre la convinzione che uno studio basato sul monitoraggio di situazioni già accadute e che se non si possono definire “al limite” sono senz’altro catalogabili come di scarsa o rarissima frequenza, sulla loro modalità di ripetizione e sull’abbinamento di tale modalità con una programmazione in grado di rilevarne le caratteristiche uniche e di impostarne una gestione proficua e vantaggiosa, possa portare a risultati davvero elevati ed impensabili per i più. Probabilmente, dopo l’affermazione di questi concetti, partiranno, come già cominciato, le urla di dolore o di scherno da parte dei tanti puristi matematici, soprattutto di quelli autoproclamatisi tali, che accompagneranno a tale dolore pure lo strapparsi le vesti; il fatto è però irrilevante perché nessuno è obbligato a sposare alcuna tesi ed è pertanto liberissimo di astenersi dallo studio, vista l’inutilità, e dalle applicazioni di tale studio nel gioco. Indipendentemente da ciò,  occorre ripetere e rimarcare quanto appena sopra affermato e relativo all’abbinamento di 2 fattori quali l’evento raro e la modalità con cui si manifesta tale evento; è un argomento nei confronti del quale vi è la consapevolezza che questo lavoro non ha raggiunto l’approfondimento meritato; l’auspicio è che qualcuno possa svilupparlo  e da tale sviluppo poter trarre i successivi vantaggi.  Comunque, pur tralasciando quanto ancora da divenire e soffermandosi piuttosto su quanto già avvenuto ed ottenuto applicando la strategia descritta, la tabella qui sotto indica una serie di risultati che possono documentare l’esiguità delle esposizioni:

amburgo1999

Questa tabella è relativa ad un anno intero di gioco, il 1999, al tavolo 1 del casinò di Amburgo. Per motivi pratici e legati alla maggior precisione nel monitoraggio dei dati scaturiti, sono inseriti ed analizzati lotti di 5.000 boules consecutive per volta. Per ognuno di questi lotti viene indicato il valore della puntata massima effettuata, lo scoperto massimo riscontrato nel corso dei 5.000 spin, l’utile massimo raggiunto ed il numero di boules giocate che, come tutti dovrebbero sapere, non corrispondono mai al numero di boules osservate. Come si può notare, le esposizioni sono spesso ridicole e comunque in sintonia con il guadagno effettuato. Come ogni analisi effettuata tramite un programma apposito, da un lato si ha la certezza della precisione dei dati ma dall’altro si ha parimenti la consapevolezza che l’agire freddo, impersonale e, paradossalmente, stupido del computer toglie una serie di vantaggi che una condotta accorta può e deve avere.

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