UN TACCHINO A LUGANO-CONSIDERAZIONI

Il post di Claudio

Un amico, Claudio, con il quale già in passato avevo avuto la possibilità di confrontarmi, mi ha spedito un’email molto interessante perché frutto di un’analisi attenta e condotta da persona preparata quale è. Sarebbe pertanto riduttivo gestirla privatamente; la pubblico qui e con essa pubblico il mio commento con la certezza che il tutto sarà di utilità.

Ciao Maurizio.

Dopo aver letto attentamente la tua ultima fatica, e provando a valutarne l’applicazione pratica, mi è sorto un dubbio sulla effettiva resa del metodo.
In alcuni passaggi dell’esposizione del metodo e negli articoli del tuo blog, citi frasi tipo: “Come si può notare, le esposizioni sono spesso ridicole e comunque in sintonia con il guadagno effettuato.” E “ … è comunque palese che se in un gioco avente una resa attorno 5% si riesce ad aggiungere un 1.35% di ulteriore vantaggio, ci si trova difronte ad un notevole, enorme miglioramento “ ecc…
I calcoli relativi alla tabella del 7° capitolo sembrano alquanto difformi dalle succitate affermazioni, tanto da farmi pensare di non aver ben compreso la tabella soprattutto per il dato della colonna “Netto Massimo” (vero dato cruciale).
Con la franchezza che ci contraddistingue, vorrei che mi aiutassi a capire.
Dalla tabella del 7° capitolo (Tabella relativa ad un anno intero di gioco, il 1999, al tavolo 1 del casinò di Amburgo.) si evincono i seguenti dati:

Boules viste totali: 113500
Boules giocate totali 77230
Puntata massima: 89,70
Scoperto massimo: 640,40
Vincita totale ( Netto massimo): 1744
Media pezzi vinti/ora: 0,484
% pezzi vinti su boules totali: 1,536
% pezzi vinti su boules giocate: 2,258

Ipotizzando un gioco professionale o semiprof. con una applicazione giornaliera di 5 ore lorde, l’incasso in pezzi equivarrebbe a: 2.42 pz./gg. (0.484×5) che per giustificare il tutto dovrebbero essere di importo corposo.

Moltiplicando il valore del pezzo per i dati relativi al massimo scoperto di cassa e massima puntata a tappeto ricavati dalla precedente analisi, si hanno i seguenti dati:

secondatabellaclaudio

Considerando solo le voci D ed E (eliminando le altre per eccesso o difetto degli importi) e decidendo comunque di investire il capitale previsto, le puntate a tappeto mi sembrano comunque troppo elevate.
Ipotizzando che, senza cambiare i max scop. e max punt., la resa pezzo-ora arrivi (in qualche modo!) anche al doppio, cioè €0.968, portando la vincita giornaliera in 5 ore di gioco a 4.84 pz. (moltiplicati per l’importo desiderato del pezzo, al fine di ottenere una vincita per ognuno congrua), non cambia il fabbisogno di capitale ma sopratutto di puntata a tappeto.

Ora sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa nella corretta comprensione della tabella e vorrei che mi chiarissi il dubbio (anche grazie alla tua esperienza nel portare al tappeto il metodo).

Per esempio, non è chiaro il dato relativo alla colonna “Netto Massimo” della tabella nel capitolo 7 in relazione alla tranche di colpi visti-giocati, sopratutto se confrontata con la tabella del capitolo 4 (dove si evince il 94,3% di partite vinte ed un 5,7% di partite perse e da recuperare).
Non capisco cioè se l’importo segnato è il totale dei pezzi vinti in quella tranche o la vincita massima di un numero x di vincite all’interno della tranche.

Spero di essermi spiegato bene. Grazie per l’attenzione.
Un abbraccio.
Claudio.

 

Ciao Claudio,

sei stato chiarissimo nella spiegazione e spero d’esserlo altrettanto nella risposta.

Mi sembra che l’obiezione più importante sia relativa al rapporto tra resa, capitale e entità della puntata massima; parimenti mi pare di individuare una contestazione a quel 5% di resa che, dai dati da me pubblicati, effettivamente non risulta. In merito a questi due punti:

  • Indipendentemente dalle somme impiegate, proprio i dati evidenziati indicano che, facendo riferimento all’ipotesi di un gioco professionale o semi-tale, la somma messa a capitale di rischio (il MASSIMO SCOPERTO della tabella sopra riportata) viene quasi raddoppiata  in capo ad un anno di lavoro, se per anno di lavoro si considerano 220 giorni x 5 ore al giorno; infatti i 640 pezzi iniziali diventano almeno 1225 e pur  trattandosi di operazione che per sua natura (parliamo di roulette non di titoli di stato) è pericolosa, credo che il rapporto tra rischio e rendita sia comunque interessante. Però è evidente che, pur potendo essere attratti da rendite come quelle scaturite dall’analisi sopra riportata, in pochi si dedicherebbero al gioco per portare a casa 2.42 pezzi al giorno. Perché? Perché 2.42 pezzi al giorno sono assolutamente incompatibili con l’adrenalina…E se questo è certamente altro argomento, altrettanto certamente non può essere una smentita della resa indicata.
  • Ma, pur tralasciando questo noioso discorso, da bravi e preparati giocatori sappiamo bene che ai test effettuati occorre dare la grande, imprescindibile ed insostituibile importanza che meritano ma al tempo stesso sappiamo che sono un qualcosa di profondamente diverso dal gioco reale e quindi vanno bene interpretati e soprattutto, ripeto, occorre dar loro il valore che meritano, ma nulla di più. Prima che atterrino nel mio giardino marziani agguerriti e determinati a distruggere me e la mia casa per colpa dell’eresia che  ho appena scritto, chiarisco il concetto: è evidente che senza la possibilità di programmare al pc un sistema e senza la possibilità di sottoporlo a centinaia di migliaia di colpi, torneremmo indietro di 50 anni  sapendo solo in maniera vaga ed approssimativa quanto invece la programmazione ci dice in termini precisi, ma è altrettanto evidente che la situazione che si crea quando si testa un lavoro ha molto poco a che vedere con il gioco reale. Questo vuol forse dire che i test sono inutili? Certamente no; non ho mai pensato una cosa del genere e se la pensassi sarei in una contraddizione infinita, visti i giorni e giorni passati a studiare i test! Penso però che un test fatto al computer possa servire principalmente a dare indicazioni di limite e di massima e in quanto tali vanno pertanto interpretate e gestite tali indicazioni. Voglio cioè sottolineare come sia palese che il gioco reale ha risvolti e sfaccettature che nei test non si trovano e non potranno mai trovarsi. Agganciando questa affermazione alla citata tabella del capitolo 7, specifico che quanto indicato quale “netto massimo”  corrisponde al saldo positivo migliore nell’intervallo delle 5.000 boules di riferimento; se poi tale massimo guadagno sia collimato con la boules 41 o 800 o la 1500 o la 4999 non credo sia dato importante perché la tabella, espressa nella maniera in cui è stata espressa, volutamente denuncia una realtà peggiore di quella che il giocatore, qualora si fosse cimentato effettivamente con quella sequenza di 5.000 boules, avrebbe trovato. Perché? Per un motivo molto semplice, un motivo che è figlio dell’arma (spesso sminuita o addirittura dimenticata) più importante che il giocatore possiede: la libertà di smettere al momento più vantaggioso! E poiché il giocatore è libero di smettere quando è più conveniente, è certo che, cronologicamente, non sempre possa avvenire che prima appaia l’esposizione massima e solo dopo arrivi il guadagno ambito e pertanto, tutte le volte che arriva prima il guadagno ambito, l’esposizione massima non viene nemmeno sfiorata perché, a quel punto, non si sta più giocando.  Il problema diventa quindi più che un problema  di resa più o meno elevata, una questione di capacità di stabilire obiettivi giusti e soprattutto di conoscenza di adeguata strategia,  finalizzata a determinare quali siano questi giusti obiettivi. È un discorso complesso e che meriterebbe un trattato specifico, soprattutto è un discorso la cui strategia non è riconducibile a formule o a indicazioni meccaniche da eseguire schematicamente e pedissequamente; volendolo semplificare molto, non si può non tener conto di alcuni aspetti quali il fatto che, qualunque sia il nostro gioco, esiste sempre una figura contraria; che con più si gioca, più ci si espone sia al rischio di trovare la figura contraria sia alla tassa sullo 0 ed ancora che con più il valore del nostro pezzo è basso, con più si ha bisogno di dover giocare, con tutte le minacce che ne conseguono. Banalizzando il concetto e supponendo di giocare una martingala a 10 termini contro l’uscita di 10 rossi consecutivi e considerando come nemico assoluto anche lo zero, ogni volta che il giocatore si cimentasse contro questo evento negativo, avrebbe lo 0.127% di incontrarla. È evidente che la possibilità che tale evento si concretizzi dipende soprattutto dal numero di tentativi che vengono effettuati ed è altrettanto evidente che tale numero di tentativi dipende dall’aspettativa di vincita stabilita e dal valore economico del pezzo: una cosa è pensare di guadagnare 100 euro al giorno con pezzo del valore di 1 euro, altro scenario è dato dal fatto che il pezzo valga 100… Ma tutti questi aspetti non possono essere presi in considerazione dai test e dai programmi che testano i sistemi così come non possono essere chiariti quando si illustrano e si spiegano i sistemi.

Un pensiero su “UN TACCHINO A LUGANO-CONSIDERAZIONI

  1. Ciao Maurizio!
    Ti scrivo per complimentarmi per la nuova versione del tuo metodo. Ho letto più volte con attenzione e anche eseguito un po’ di partite con permanenze online di Wiesbaden. Hai fatto veramente un lavoro straordinario e ritengo che la tua sia la metodologia migliore fra le tante da me provate in tutti questi anni. Anche la tua risposta a Claudio è stata chiarificatrice sul tuo pensiero ludico.
    Un altra idea geniale che hai avuto è la variante meno espositiva dei G7, pubblicata tempo fa in altra sessione di questo sito. Ho eseguito di recente vari test su roulette e punto banco, in differenziale, e i risultati li trovo straordinari. E’ come se tu fossi riuscito a mettere a punto e in sicurezza una metodologia che a me ha sempre ricordato una Ferrari impazzita, con rendimento altissimo ma scoperti violentissimi. Con la tua versione gli scoperti sono davvero molto bassi ed a parere mio si può pensare ad una capitalizzazione con raddoppio della puntata al raddoppio del capitale. La ritengo insieme al tuo metodo Lugano la cosa migliore che ho letto da quando mi interesso allo studio dei giochi d’azzardo.

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