Le dettagliate spiegazioni di Roberto Lopez

Roberto, l’uomo che ha reso vincente il mix Lugano-Roserpina

Oggi, dopo un po’ di mesi, Roberto Lopez è tornato a scrivere su questo blog. Si possono leggere i suoi post nei commenti dell’articolo  Roberto (Lopez) ed il Roserpina abbinato al Lugano. Ma poiché la visibilità di un commento è notevolmente inferiore a quella di un nuovo articolo e poiché Roberto è stato estremamente preciso nello spiegare la sua condotta di gioco, è opportuno dare il giusto rilievo alle sue affermazioni.

Ad ottobre, commentando alcune sue affermazioni, chi scrive aveva chiesto a Roberto di entrare nel dettaglio e spiegare bene come si svolgeva il suo gioco. Ecco le risposte di oggi, riportate qui  sotto:

“Ciao Leo, scusate la latitanza, ma avendo trovato la mia stabilità sulla linea di gioco seguo poco il forum…. Per rispondere alla tua domanda imposto il Roserpina esattamente come mi avevi insegnato tu (forse non te lo ricordavi :-D)).  In ogni caso, riassumendo, il mio Roserpina è impostato così:

  • 100 gettoni di capitale per il recupero.
  •  Spettanza di prese da vincere: 35 meno i colpi già vinti  meno altri 2.
  • Resa del 10%, quindi 10 pezzi.
  • Stop win 6-7 pezzi.

Ci sono però delle eccezioni:

  1. Dovendo andare al recupero, se il numero di colpi vinti in prima fase è abbastanza elevato, automaticamente il valore della puntata risulta già molto alta in partenza e, dunque, in questo caso non tento il recupero e accuso la perdita.
  2. Se nel recupero vinco subito 4-5 colpi in rapida successione e arrivo vicino a 5 pezzi recuperati,  mi fermo onde evitare una serie di colpi negativa che mi farebbe riperdere quanto guadagnato.
  3. Se il recupero non è terminato ma la puntata del Roserpina diventa di 12-14 pezzi, mi fermo e accuso il passivo (che in questo caso sarà dato dai 18-20 pezzi iniziali più quelli cumulati durante la fase di recupero).

Queste sono le preziose indicazioni pervenute oggi. Quello che traspare, aldilà della  certa abilità, è l’approccio  con il gioco.  La  condotta  è probabilmente la vera carta vincente di Roberto. Non è un giocatore e sicuramente si annoia giocando. Oggi, dopo i post scritti qui sul blog, mi ha mandato un’email. Spero non si arrabbi se rendo pubblico qualche passaggio della stessa. Mi permetto di farlo perché è assolutamente esplicativa di quale sia il suo modo di giocare.

Ecco ciò che mi ha scritto:  “…io ormai sono nella mia stabilità. Gioco in base alle spese che ho il mese successivo: mi servono 500 € per il tagliando della macchina, bene mi metto giù un po’ di sere fino a traguardo ottenuto (anche perché con il gettone da 30 mi bastano pochi pezzi da portare a casa), per il resto non ci sto sopra un granché nel senso che come ti avevo già spiegato mi annoia stare davanti  a quel monitor a puntare gettoni dopo una giornata di lavoro…

3 pensieri su “Le dettagliate spiegazioni di Roberto Lopez

  1. Eccomi qua, grazie per le nuove info su Lugano e Roserpina. Grazie a Roberto (Lopez )

    Sono qui a fare domande, come al solito. Intanto Paolo sempre super gentile e super professionale mi ha consegnato il foglio excel con la variante Roserpina e Masaniello, per questo lo ringrazio. Le domande: perche avete introdotto il recupero con il Masa ? Quali differenze avete riscontrato tra i due recuperi e quale preferite ? Paolo mi ha accennato al programma che potrebbe fare “Shadow ” abbinando il lugano/Roserpina ad un bot, che ne pensi ? In particolare potresti (anche solo accennare) quale direzione stai prendendo per il nuovo recupero del Lugano ? Grazie e scusa la serie di domande. Buon fine settimana.

    1. Ciao Carlo,
      per quanto riguarda l’uso del Masaniello penso che sia più completa, preparata e ponderata una risposta di Paolo. Vedo quindi di sollecitare un suo intervento.
      In merito all’abbinamento bot/Roserpina io penso che le indicazioni date da Roberto non siano “imbrigliabili” in un bot. Detto in altre parole, ho la convinzione che il motivo del successo di Roberto stia, più che nelle regole che lui ha stabilito per il suo gioco, nella sua sensibilità di giocatore. Lui non applica nulla di particolare, non ha alcun segreto, non si basa su chissà quale scoperta o direttiva che, in quanto tale, è infallibile se usata dalla perfezione della macchina piuttosto che dalla fallibilità dell’uomo. Si limita ad un gioco basato su norme semplici, alla portata di tutti ma che hanno di fondo una base di sensibilità nel gioco. Per meglio rendere l’idea uso un esempio che mi ha fatto qualche mese fa un amico. Parlando di se stesso in quanto giocatore di roulette mi diceva: “Vedi, probabilmente tra me ed un grande giocatore di roulette c’è la stessa differenza che nel tennis c’è tra il 100° giocatore della classifica e Federer. Tra di loro, da un punto di vista della conoscenza delle basi del gioco, della forza, dell’intensità di preparazione, di allenamenti, di possesso dei colpi etc etc, non vi è alcuna differenza o tuttalpiù, vi sono differenze minime. Ma Federer ha la sensibilità maggiore che gli permette di ricorrere al colpo giusto nel momento giusto con una frequenza maggiore del giocatore numero 100 del mondo. E questo fa la differenza”. Per dirla in altro modo, sono i piccoli dettagli che fanno le grandi differenze! E questo discorso, se da un lato, dà speranza a tutti, dall’altro insegna che la strada dell’apprendimento non si basa solo e sempre sull’acquisizione di metodi, sistemi e strategie.
      Infine ed in merito al Lugano, la direzione intrapresa è quella della ricerca di determinate figure che, una volta manifestatesi, permettono il rientro della cassa. Però la programmazione delle impostazioni prevede test, numerose modifiche, a volte anche minime, magari anche poco o nulla comprensibili dall’esterno ma che risultano fondamentali. Tutto questo costituisce lavoro, aggiornamenti, sacrifici, dispendio di energie, perdita di tempo, tanto tempo e magari anche ribaltamenti e ricostruzioni. Mio padre è stato un grandissimo cercatore di funghi. Io che non lo capivo, gli chiedevo chi e cosa glielo facesse fare di alzarsi quando ancora era notte, mettersi in macchina per oltre un’ora, fare più di un centinaio di chilometri per poi entrare in un bosco dove magari, per motivazioni a lui ignote, madre natura aveva stabilito che in quella notte non ne spuntasse nemmeno uno… Mi rispondeva con una parola sola, sempre la stessa: passione! La passione, unita alla costanza, faceva si che se non quella volta, la volta successiva il traguardo era raggiunto ed il ritorno a casa poteva avvenire con il cesto pieno…

  2. Grazie Leo, messaggio forte e chiaro. Aspettando la prossima soluzione , mi sembra che il recupero con il Roserpina sia intelligente e per le prerogative che ha questo programma , attento e in linea con la filosofia di base del Lugano. Da tutte le simulazioni fatte con il foglio Excel si evince che sono fondamentali le disposizioni di Roberto (Lopez ) per non farsi male. Devo ancora tarare meglio i “freni” suggeriti e questo lo farò con Paolo dopo un congruo numero di prove . Come sai in passato ho architettato molti fogli Excel ( principiante assoluto ), di conseguenza apprezzo la complessa costruzione del foglio di calcolo .

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